U20 ESORDIO POSITIVO A BRONI

BRONI –  OROROSA     37 – 71

(7/13, 10/25, 9/8, 11/25)

Ororosa : Tall 6, Cantù 2, Maestroni 6, Carrara 7, Patelli 14, Luciano 9, Finazzi 8, Farina 7, Rossini 12. All. Galbuseri G.

Rimbalzi 33 (Tall 9, Carrara 5) Palle recuperate 15 ( Patelli 3, Luciano 3) Palle perse 7 ( Carrara 2, Rossini 2)  tiri liberi 6/9

 

Ottimo esordio del gruppo U20, che bagna con una bella vittoria la prima “trasfertona” nella terra natale della mitica Zandalasini.

Il lungo viaggio non addormenta le bergamasche, che partono con grande intensità e scappano subito avanti. Le padrone di casa reagiscono con qualche bella giocata e tentano di stare in partita, ma il ritmo delle Oro è decisamente superiore e si va al riposo sul + 21. La partita sembra chiusa, ma un intervallo stile relax da domenica pomeriggio, con le nostre in panca a “ciciarare”, ci porta a subire un 7 a 0 che riapre la partita. Il provvidenziale time out di coach Galbuseri risveglia le ragazze, che piazzano un 8 a 2 e riportano il match sui giusti binari.

Nell’ultimo quarto facciamo vedere belle azioni corali e il divario si dilata ulteriormente.
Brave ragazze, avanti così !

 

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LA PAROLA AI COACH

Apriamo questa nuova rubrica “La parola ai Coach”, intervistando i coach dell’Under 18 elité: Giuliano Stibiel e il suo vice Marco Villa.

Ciao Coach, di interviste ne fai già tante, ma fatto trenta ora facciamo trentuno!

D: Prima domanda a bruciapelo, è più facile lavorare con le senior o con le giovani?

R: Ogni età ha le sue difficoltà…se c’è disponibilità da parte delle giocatrici ed entusiasmo di chi allena, le difficoltà si affrontano, si superano e aiutano a crescere…

D: Si fatica di più nelle giovanili, fra fondamentali ed i primi schemi, oppure con i gruppi senior?

R: Nelle giovanili si deve insegnare, seminare per poi raccogliere negli anni futuri e quindi non c’è o almeno non dovrebbe esserci “ansia da risultato”.
Con le prime squadre purtroppo troppo spesso solo la parola vittoria. Se vinci per tanti sei bravo, se perdi sei scarso, in Italia purtroppo si ragiona così troppo spesso.
Personalmente non faccio fatica in nessuno dei due casi perché mi piace andare in palestra e sono in privilegiato anche perché alleno gruppi formati da brave ragazze.

D: È il suo primo anno con questo gruppo, ma vede già la sua impronta di gioco nella squadra?

R: Con le U18 abbiamo fatto 4/5 allenamenti di cui uno o forse due al completo. È un gruppo “itinerante” nel senso che alcune di loro giocano con le u16, alcune con la serie A2 ed altre lon la serie B. L’obiettivo è di cercare di giocare insieme il più possibile soprattutto in difesa per poi giocare tranquille in attacco divertendoci.  Allenandosi una  volta  a  settimana  ci  vorrà  tempo per capirsi, conoscersi e trovare l’amalgama ma sono sicuro che con l’attenzione e la disponibilità delle ragazze riusciremo a toglierci le nostre soddisfazioni.

D: Ho sentito dire che le piace il gioco a “catenaccio”, la miglior difesa è il miglior attacco o viceversa?

R: Sono triestino come il Paron Nereo Rocco famoso per il suo “catenaccio” ma a parte questo direi che non mi rivedo in questa affermazione fatta da un noto speaker della bergamasca (ahahah).
Una buona difesa ti da più tranquillità in attacco, ma è pur vero che se non fai mai  canestro  è  dura  vincere…..bisogna  trovare  il  giusto  equilibrio  come sempre.

D: Ultima domanda, lei ha qualche Hobby o qualche interesse particolare?

R. Hobby  o  interessi  particolari!?  Direi  viaggiare e in estate quando possibili andare ai concerti dei miei cantanti/gruppi preferiti. Un altra cosa che mi piace molto è sciare.

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Ciao coach! È arrivato il momento dell’intervista, pronto?

D: Nuova stagione: passi dalla gestione di una squadra regionale a una U18 èlite. Prosegue la tua collaborazione con Stibiel: A2 e ora U 18 E; come ti trovi con lui?

R: Diciamo che ho voluto proseguire la collaborazione con Giuliano, così oltre che con la serie A2 sarò coinvolto anche con la formazione giovanile visto che molte di queste ragazze sono impegnate con la prima squadra.

D: Hai allenato tanti anni anche nel maschile, per poi passare al femminile. Il motivo?

R: Nel 2011 ho iniziato proprio ad Albino con un gruppo femminile gestite da Villa senior, ma l’anno successivo per vari motivi ho deciso di passare al maschile in casa Excelsior, che mi ha dato l’opportunità di fare esperienza come capo allenatore.
Dopo 4 anni si è ripresentata l’opportunità di tornare al femminile prima su squadre giovanili e poi come assistente in prima squadra.

D: Quali sono i punti di forza del basket femminile?

R: Come primo punto di forza in una squadra femminile metterei il gruppo concetto ancora più determinante che nel maschile.
Poi si potrebbero fare mille paragoni ma non sarebbe giusto perché c’è molta diversità tra donna e uomo, se solo pensate alla muscolatura e all’intensità che c’è da una parte e dall’altra. Ma è il bello dello sport e in questo caso della pallacanestro.

D: Per concludere vogliamo sapere qualcosa di te! Dicci un tuo pregio ed un tuo difetto, sempre tu abbia dei difetti!

R: Come hai detto te non ho difetti!!!!! Ahahahah
No a parte gli scherzi…un mio pregio e che mi piace ascoltare le persone e un mio difetto è che certe volte sono impulsivo…ma è un aspetto su cui sto cercando di lavorare anno dopo anno.