“LA PAROLA AI COACH”

Oggi nella rubrica “LA PAROLA AI COACH”  incontriamo i coach U18 regionale: Giorgio Guerra e Anna Dodesini.

D: Quest’anno hai avuto l’incarico di guidare la squadra dell’U18 regionale a Trescore, dopo tanti anni nel maschile. Dicci un po’ quali sono le maggiori differenze

R: Vero, quest’anno ho accettato volentieri l’invito di “un amico” che da un po’ di tempo mi proponeva la sfida del basket femminile. Dato il poco periodo, solo 1 mese e mezzo circa, di questa nuova esperienza non posso dire di avere al momento elementi certi per poter dare un giudizio completo sulle differenze, ci tengo però a dire che la sensazione è sicuramente positiva.

D: Ci sono difficoltà nel passaggio di allenatore nel settore maschile a quello femminile?

R: Tenendo presente che sto allenando anche una squadra maschile, oltre tutto sempre U18 regionale, per quanto riguarda l’inserimento nel basket femminile non ho avuto problemi. Durante l’estate mio sono documentato e mi sono confrontato con amici allenatori: la conclusione è stata quella di allenare allo stesso modo dal punto di vista metodologico-didattico entrambi i generi perché ritengo che non vi siano molti limiti né dal punto di vista atletico-fisico né nell’applicazione, tenendo sempre presente la differenza fisica tra maschi e femmine.

D: Quali sono le cose che ti hanno colpito maggiormente nel settore femminile

R: Semplicemente la disponibilità di atlete e genitori a sacrifici in ambito di spostamenti logistici per partite e allenamenti.

D: Il tuo vice è Anna Dodesini, una che il basket femminile lo conosce molto bene, ti sta aiutando molto?

R: Non molto MOLTISSIMO! E’ parte fondamentale della squadra che con la sua grinta e dedizione è un esempio che spero le ragazze sappiano copiare.

D: Per concludere, vogliamo sapere una cosa: L’obiettivo è vincere il campionato oppure preparare il maggior numero di ragazze per entrare in prima squadra?

R: L’obiettivo è sempre portare l’atleta al massimo di quello che può esprimere. Ciò che voglio raggiungere da sempre è costruire persone oltre che giocatori/giocatrici affidandomi in modo particolare all’aspetto formativo e al rispetto delle regole. Se poi arrivano anche dei risultati agonistici saremo tutti contenti.

           ***  ***  ***

  Ciao Anna, ora tocca a te. Dato che sei una signorina, per te meno domande degli altri!

D: è il tuo primo anno con il gruppo U18 regionale ed anche  allenatrice durante un campionato. Che sensazioni provi?

R: La maggior parte delle ragazze le ho seguite già metà campionato scorso assieme a Lalla Ventre. Sicuramente questo è un viaggio diverso, loro sono cresciute e hanno nuove esigenze, ma soprattutto non ho più il sostegno di Lalla che riusciva ad essere più vicina loro. Io provo a stare al passo con le ragazze e a comprendere i loro problemi che si riflettono sul campo. Spero che loro sappiano che, per qualsiasi cosa, io sono disposta a parlare con loro e aiutarle a superare quelle che sono le difficoltà e i problemi. Sono emozionata all’idea di riiniziare il campionato con le “MIE DISPERATE” e speriamo che possano raggiungere e regalarci tante soddisfazioni.

D: Quando sei nei panni di allenatore (o vice), non ti viene voglia di saltare in campo e prendere in mano la situazione?

R: Assolutamente si, ma penso che per tutti gli allenatori funzioni così, e io di certo non ne sono immune a maggior ragione perché, tutt’ora gioco. D’altra parte l’impossibilità di farlo, ma la possibilità di dare solo dei suggerimenti alle ragazze spero le aiuti a crescere e a aiutarsi a vicenda in campo. Piccolo aneddoto: durante la pause acqua Giorgio sfoggia le sue prestazioni cestistiche e sono testimone oculare di un 4/5 DA TRE.

D: Dicci qualcosa che speri di trasmettere alle ragazze, e qualcosa che speri ti diano loro!

R: Le ragazze mi danno già ora tanto; a livello umano, sicuramente, mi hanno dato, già lo scorso anno, una grinta e tanti sorrisi, mi hanno aiutata e crescere e mi hanno resa una persona e una giocatrice migliore. A livello cestistico spero che imparino ad ascoltare di più e a mettere in pratica quello che viene suggerito loro. Io spero, in primis, di riuscire a guidarle in un percorso di maturità personale e che le mie urla in allenamento le possano spronare per dare il massimo, non per noi o per le loro compagne, ma per loro stesse.

D:  Ultima domanda, raccontaci di te: Studi? Hobby? Passioni?

R:  Io… Studio, si, ma passiamo alla prossima domanda. Hobby, tanti, l’importante è non stare mai fermi, non si è mai troppo impegnati; poi quando non sai che fare ci si annoia. Sicuramente la mia più grande passione è il palla a spicchi, da giocatrice, in primo luogo; le sensazioni da una parte e dall’altra sono diverse, ovviamente, hanno molti punti in comune, ma quelle più forti le provi quando stai seduto in panchina, non poter entrare e aiutare le tue compagne, non poter scaricare la tensione sul campo correndo ti da modo di sentire, in ogni piccola sfumatura, tutto ciò che la PALLACANESTRO è capace di regalarti.

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